C’è del marcio nel Mercato del Lavoro in Italia?

Eurostat ha recentemente rilasciato nuove statistiche sui flussi trimestrali relativi all’entrata e uscita dalla disoccupazione nell’Unione Europea. Quante persone disoccupate hanno trovato lavoro nel secondo trimestre del 2015? Quante sono rimaste disaccupate e quante hanno smesso di cercare lavoro?

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Figura 1 – Flussi mercato del lavoro, dati europei aggregati, dal III al II trimestre 2015.

I nuovi dati per paese mostrano che i recenti sviluppi nel mercato del lavoro italiano sono in controtendenza rispetto all’Europa. Nella Tabella 1, l’Italia appare subito come un outlier in termini di abbandono del mercato del lavoro. La quarta colonna mostra la percentuale dei disoccupati che in quel trimestre ha deciso di smettere di cercare lavoro ed uscire perciò dalla forza lavoro. È il 41.6%, dato ben superiore agli altri paesi, compresa la Spagna e la Grecia. L’Eurostat ci dice anche che questo è un trend in aumento, cioè che il flusso di persone che diventano inattive risulta in aumento del +3.3% rispetto al secondo trimestre del 2015.

L’Italia ha anche un basso tasso di successo nel trovar lavoro e solo il 14.3% dei disoccupati ne ha trovato uno, dato più basso di molti altri paesi. Questo flusso di persone “fortunate” risulta in lieve flessione del -0.3%.

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Tabella 1 – Flussi nel mercato del lavoro, per paese, III trimestre 2015

Questi dati non sono corretti per gli effetti stagionali ed il confronto fra paesi ha senso se queste componenti cicliche sono simili tra paesi. In ogni caso, questi dati devo essere analizzati in un contesto più ampio ed è bene sapere quale sia stato il trend negli anni precedenti. I grafici qui sotto mettono a paragone l’Italia con la Spagna (Figura 2a). A differenza degli Stati Uniti (Figura 2b) dove il tasso di partecipazione è in caduta libera dall’inizio della crisi finanziaria e della Grande Recessione, in Italia e Spagna il livello di partecipazione nel mercato del lavoro è rimasto pressochè stabile, se non in aumento. Ciò vuol dire che il tasso di disoccupazione in paesi come l’Italia e la Spagna tenda a rimanere alto perchè molte persone rimangono disoccupate ma non smettono di cercare lavoro, a differenza degli Stati Uniti dove il declino di partecipazione ha contribuito a “snellire” il dato sulla disoccupazione.

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Figura 2a – Tasso di partecipazione nel mercato del lavoro, Italia e Spagna, 2006-2016
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Figura 2b – Tasso di partecipazione nel mercato del lavoro, Stati Uniti, 2006-2016
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Figura 3 – Tasso di disoccupazione, Italia e Spagna, 2006-2016

È chiaro perciò che non basta leggere le ultime statistiche trimestrali per farsi un’opinione, ma i nuovi dati devono essere confrontati con i trend degli ultimi anni. In ogni caso emerge che in Italia il processo di riassorbimento della forza lavoro disoccupata è ancora troppo lento.

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